| — | Low low feat Rocco Hunt. (via sorrisidisperati) |
| — | Low Low (via occhispentidalledelusioni) |
“Signora” mi avevano detto, “questa bambina le sta salvando la vita”.
E lo facevi.
Ogni volta che sentivo di ricaderci, tu ti muovevi. Pazzesco. A due mesi riuscivo già a sentirti. Ogni volta che sentivo il bisogno di vomitare, tu mi scuotevi da dentro. Eri forte. Eri nata in condizioni impossibili. Tu mi hai salvato la vita. Hai continuato a lottare per tutta la tua tentando di salvare me.
Ora sono io a doverti salvare.
Permettimelo.
Non ti guarderó sparire come ho fatto io.
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Mia madre. Sto piangendo da ore. La amo. (via comelapioggiasuivetri) Oddio reblog infinito (via senza-fine-e-inizio-comecerchi) piango… (via 4metrisottoilcielo) Brividi.. (via sonoperennementeincasinata) Lacrime. (via nessunosiaccorgedelmiodolore) L’amore vero! (via readalwaysmymind) .. (via -persempresola) … (via ragazzachedovrebbemorire) oh.. (via tiamoimmensamente) l rebloggherò sempre. (via lodoredeilibri) Serva me. Servabo te. (via superrodo) |

esonmenotristese-almeno-tiparlo:
A te che mi hai insegnato i sogni
E l’arte dell’avventuraA te che credi nel coraggio e anche nella paura.
⭐️
A te che sei la miglior cosa che mi sia successa
A te che cambi tutti i giorni e resti sempre la stessa.
a te che sei, semplicemente sei, sostanza dei giorni miei, sostanza dei sogni miei.suminsanuseius
Lettera scritta in yiddish da un ragazzo di 14 anni nel campo di concentramento di Pustkow.
Miei cari genitori,
se il cielo fosse carta e tutti i mari del mondo inchiostro, non potrei descrivervi le mie sofferenze e tutto ciò che vedo intorno a me.
Il campo si trova in una radura. Sin dal mattino ci cacciano al lavoro nella foresta. I miei piedi sanguinano perché ci hanno portato via le scarpe… Tutto il giorno lavoriamo quasi senza mangiare e la notte dormiamo sulla terra (ci hanno portato via anche i nostri mantelli).
Ogni notte soldati ubriachi vengono a picchiarci con bastoni di legno e il mio corpo è pieno di lividi come un pezzo di legno bruciacchiato. Alle volte ci gettano qualche carota cruda, una barbabietola, ed è una vergogna: ci si batte per averne un pezzetto e persino qualche foglia.
L’altro giorno due ragazzi sono scappati, allora ci hanno messo in fila e ogni quinto della fila veniva fucilato… Io non ero il quinto, ma so che non uscirò vivo di qui. Dico addio a tutti, cara mamma, caro papà, mie sorelle e miei fratelli, e piango.
| — | per non dimenticare. (via asbbcold) |

